Come valutare le soft skill in un colloquio di lavoro

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Come valutare le soft skill in un colloquio di lavoro

Durante un colloquio è abbastanza semplice valutare le technical skills, ossia le capacità tecniche; si possono proporre delle prove pratiche e fare domande specifiche sugli strumenti e le metodologie utilizzate dal candidato durante lo svolgimento di un lavoro. Le cose si complicano, invece, quando si devono esaminare le soft skills, cioè le cosiddette competenze trasversali, quei fattori che fanno capire se una persona è in grado di inserirsi bene in un team di lavoro o di ricoprire un ruolo di responsabilità.

Come testare le soft skills?

Vediamo alcune domande strategiche per testare le soft skills fondamentali: la capacità di lavorare in gruppo, la sicurezza in sé stessi e la capacità di apprendere.

Saper comunicare, discutere, persuadere, motivare, mediare, essere cortesi e responsabili mantenendo un atteggiamento positivo, sono abilità fondamentali per il successo in qualunque ambito e, soprattutto, sono qualità indispensabili che un neoassunto deve possedere.

Inoltre alcune ricerche dimostrano come il successo lavorativo a lungo termine sia dovuto per il 75-85% alle qualità interpersonali del soggetto (le soft skills appunto), e solo per il 15-25% alle sue competenze e conoscenze tecniche (le hard skills).

Allora come fare per capire se ci troviamo di fronte a una persona dalle grandi soft skills?

1. Indagate le motivazioni per cui cerca lavoro… e non solo

Più sono forti le motivazioni maggiore sarà la probabilità che il nostro candidato diventi un “lavoratore motivato”.

Inutile dire che le aziende hanno un disperato bisogno di persone che credono in ciò che fanno.

Certo le buone motivazioni possono nascere anche strada facendo, ecco perché in un colloquio è fondamentale raccogliere anche gli hobby e le passioni di una persona.

2. Domandatevi se vi sta persuadendo in qualche modo

Qualunque sia il mestiere per cui è destinato il nostro candidato, meglio che sia padrone (o almeno consapevole) delle principali tecniche della persuasione: reciprocità, simpatia, riprova sociale, autorevolezza, scarsità e coerenza.

Per capire quanto è abile in tale contesto domandatevi se è vestito in modo adeguato al contesto di lavoro in cui desidera entrare, se è entrato in sintonia con il “clima” che state offrendo (sorride in un contesto amichevole, è serio e pacato in un colloquio rigido e formale)… Se la risposta è sì, allora sta lavorando (più o meno consapevolmente) sul principio della simpatia.

Ha fatto emergere alcune caratteristiche che lo rendono in qualche modo unico?

Dimostra coerenza tra le parole e i fatti? Mostra autorevolezza quando espone le proprie competenze tecniche? Come “vende” la propria esperienza o il suo curriculum? 

3. Chiedetegli il significato di brainstorming

Il termine indica un approccio basato sulla libera espressione di idee da parte di un gruppo di persone, allo scopo di risolvere un problema condiviso. Siccome è sempre desiderabile avere in squadra una persona che sappia lavorare con altri, tanto vale scoprire se conosce il brainstorming.

Perché è una tecnica che incoraggia la condivisione di idee, stimola la partecipazione a una scelta comune, rilancia il pensiero creativo e riduce la possibilità di una decisione percepita come autoritaria.

4. Immaginate il colloquio alla stregua di una trattativa

L’oggetto della negoziazione è l’assunzione stessa. Dunque domandatevi se il vostro candidato propone la chiusura di un contratto win win.

Cosa vuol dire?

Al termine del colloquio avete chiaro che cosa guadagnerete nell’assumere chi avete di fronte? Ma soprattutto, avete capito che cosa potreste perdere lasciandovelo sfuggire?

Se la sensazione finale è quella di avere tra le mani una grande occasione (per l’azienda e per lui)… beh, allora avete avuto a che fare con un buon negoziatore.

5. Ascoltatelo e guardatelo con attenzione

Chiedetegli di parlarvi per due minuti di una sua passione, con l’obiettivo di trasmettere quanta più curiosità e interesse possibili.

Mentre lo ascoltate cercate di andare oltre la comunicazione verbale.

Certo la proprietà di linguaggio e la capacità espositiva sono importanti, ma contano meno del 10% nell’abilità di saper trasmettere un messaggio efficace.

Il nostro candidato ha una voce convincente, una postura sicura?

Se si definisce “social”, come comunica in rete? Raccoglie consenso?

6. Raccogliete informazioni sul suo spirito altruistico

Le migliori aziende sono quelle dove tra colleghi ci si aiuta, si collabora, si risolvono i problemi anche attraverso il lavoro di squadra…

Già, ma come fare per capire se abbiamo a che fare con un individuo pro-social?

Basta presentargli una semplice domanda: cosa fai tu per gli altri?

Maggiore è la dedizione per il volontariato migliori saranno le probabilità di assumere una persona capace di offrire spontaneamente supporto e raccogliere le richieste di aiuto in azienda.

7. Chiedetegli come gestisce lo stress

Cercate persone che lo stress lo conoscono e lo sfruttano per migliorare le proprie prestazioni… proprio come fanno i migliori atleti.

8. Mettetelo alla prova

Generate quel pizzico di stress che potrebbe scatenare ansia in molte persone.

Durante il colloquio, al termine di una delle tante risposte date dal candidato, restate in silenzio per circa un minuto. Sessanta secondi durante i quali guardare la persona che avete di fronte, magari con sguardo dubbioso, lasciando trapelare qualche segnale non verbale di perplessità.

Quel momento da voi creato potrebbe generare imbarazzo, inquietudine, magari un pizzico di ansia. Bene! Fate attenzione a come lo gestisce.

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